04/10/2016 News

Saluto Presidente Società Italiana di Chirurgia

Saluto Presidente Società Italiana di Chirurgia all'assemblea dei soci

Roma, 28 Settembre 2016

Cari amici e colleghi
è con grande emozione che prendo la parola nel momento del mio ingresso ufficiale come Presidente della nostra Società 

Questa carica rappresenta per me , come credo per ognuno di noi,  il più grande privilegio di una carriera chirurgica e vi assicuro che tutti i miei sforzi e le mie azioni saranno improntati a riconoscere questa testimonianza di stima e fiducia che mi avete voluto concedere eleggendomi .

In  questi due anni passati lavorando con Franco e gli amici del CD uscente , tante cose sono state fatte e molte nuove iniziative hanno preso il via . Non è retorica dire che abbiamo lavorato  nella sala consiliare della Società sotto gli sguardi di una serie di giganti e maestri della chirurgia che la hanno servita fin dal secolo scorso con lo stesso spirito che oggi anima noi e il nostro agire.

Cosa ci proponiamo di fare con i vecchi e nuovi amici appena nominati nel CD nel prossimo biennio ? Io credo che la nostra società dovrà agire a diversi livelli :
 
A) regionale dove è da recuperare ed implementare un rapporto con le società regionali ( ACOI Lombardia e SLC come esempio ) anche attraverso un modello federativo che funga da cerniera tra centro e periferia ; si potrebbe pensare a  una sorta di "federazione" tra le società regionali che, mantenendo la propria assoluta autonomia, possano intensificare i rapporti scientifici/organizzativi tra di loro e con la società nazionale con ciò migliorando lo scambio di comunicazioni con la Società  Italiana di Chirurgia al fine di ottimizzare l'offerta degli eventi formativi ed evitare sovrapposizioni, in accordo con la società nazionale; inoltre si creerebbe un filo diretto con maggior capillarità  per tutte le comunicazioni o le iniziative che la società  nazionale intendesse diffondere a livello regionale e reciprocamente per riunioni locali che possano essere di interesse nazionale;

B) a livello nazionale la società deve tornare ad essere il punto di riferimento delle istituzioni e degli enti regolatori ; questo sta già succedendo se consideriamo l'interesse dimostrato nei nostri riguardi e le richieste di collaborazione che ci stanno pervenendo dal Ministero, CONSIP ed altre instituzioni

C) e poi esiste un livello sovranazionale, europeo dove dovremmo stabilmente essere rappresentati .
Abbiamo tra i soci onorari colleghi stranieri di grande rilievo ma che vengono invitati all’atto della loro proclamazione e poi non li ho quasi mai più rivisti  : invitiamoli stabilmente al nostro congresso nazionale , rendendoli ambasciatori delle loro società in un dialogo coerente .  Penso anche iniziative quali i  “travel grants” per attrarre al nostro convegno i migliori giovani delle altre nazioni a presentare i loro lavori magari in una sessione internazionale ad hoc .

La chirurgia italiana e  il nostro congresso deve diventare momento di incontro privilegiato anche con loro!

Il congresso nazionale deve restare il punto di arrivo e di incontro della nostra attività dell'intero anno solare : va recuperata quella voglia partecipativa e di stare insieme che è alla base di una delle prerogative principali dell'essere uomo , cioè la connessione con i propri simili! 
Se ci pensate un attimo,  questi sono giorni di intense e proficue connessioni con altri colleghi, con amici, con le novità del mondo scientifico e tecnologico : tutto nelle nostre azioni e' improntato a dare e ricevere informazioni e ciò non fa che evidenziare il valore del nostro appuntamento annuale.

Proseguiremo il lavoro sul complesso tema dell'accreditamento partendo dai principi  da poco pubblicati sulla nostra rivista : si possono comprendere le perplessità suscitate perché le ricadute sul nostro lavoro sono enormi ma lo dobbiamo fare  perché io credo che questa sia la strada giusta e anche inevitabile . Ed è senz’altro meglio che sia la Società a suggerire i percorsi piuttosto che altre istituzioni .

Al proposito proprio alcuni  di voi hanno avanzato proposte interessanti tese a recuperare alla società un ruolo attivo nella declinazione di questa grande trasformazione e di come essa possa essere applicata ai livelli più periferici. È mia intenzione creare una commissione che studi la problematica e proponga delle soluzioni che possano poi essere riportate ai livelli istituzionali con l’obiettivo di non mortificare il lavoro di molti colleghi salvaguardando tuttavia il principio generale ormai ineludibile della concentrazione ed ottimizzazione delle risorse e delle attività chirurgiche.

Date per accertate le competenze tecniche della nostra classe chirurgica,  abbiamo bisogno che questa venga supportata da una organizzazione e metodi amministrativi di pari livello : questo chiediamo alla politica e a chi ci amministra !

Da parte nostra dobbiamo però avere la forza e l'onesta' di mettere in chiaro i nostri risultati . Non aspettiamo che sia l'Agenas o altre istituzioni regionali che lo facciano peraltro con strumenti  di valutazione talvolta non condivisi se non addirittura fuorvianti.

La qualità di quello che facciamo e la trasparenza con cui lo comunichiamo è il vero valore aggiunto del nostro fare e il paziente ce lo chiederà sempre di più.
La Formazione  dei giovani , altro grande tema a cui avete sentito è stata data grande attenzione  : è un problema reale legato anche alla diminuzione globale del numero degli interventi chirurgici  e alla riduzione dei  reparti nei quali vengono eseguiti  ( abbiamo meno malattie chirurgiche, più approcci alternativi , meno tempo per formare i giovani senza contare le restrizioni normative sull'orario di lavoro ); tutto ciò  ci impone una grande riflessione sul tema . Il tempo non può essere sprecato e altre modalità vanno implementate ( simulazione, computer- based , etc) : chiederò ai colleghi più esperti sulla materia di aiutarci a proporre  soluzioni a questo problema che possano poi essere trasmesse ed integrate nei percorsi formativi .

Sulla formazione post graduate il momento è altresì favorevole  per la ottima interlocuzione con l’ Osservatorio Nazionale della Formazione Medica composto da colleghi che condividono l'assoluta necessità di elevare il livello delle nostre Scuole di Specializzazione, per troppo tempo e in troppe situazioni ancora largamente insufficiente.
A questo proposito - anche attraverso colloqui personali - mi sono convinto della grande risorsa rappresentata dai nostri giovani colleghi che lavorano all'estero per aiutarci a capire meglio come migliorare questo aspetto e quali siano gli aspetti più significativi da replicare. Li interrogheremo !

Partnership stabili con le aziende : why not?  Il precedente CD ha già molto bene indirizzato il percorso con le iniziative che Franco Corcione vi ha illustrato . Ma possiamo fare di più e ci proveremo ; il momento è propizio perché loro, le aziende medicali , condividono questo momento di grande difficoltà ed incertezze.  Le nostre preoccupazioni sono le loro e insieme dobbiamo camminare!
Per raggiungere alcuni di questi obiettivi è verosimile si  debba rivedere profondamente lo statuto che risente ormai del tempo e della tanta acqua passata sotto i ponti. Vanno senz’altro  preservati i principi fondanti che sono eterni e ai quali ciascuno di noi dovrà sempre uniformarsi , senza tuttavia dimenticare che il mondo è cambiato ed è necessario mettere mano ad alcuni aspetti di organizzazione societaria per renderli più snelli ed efficaci. 

Tra queste anche le modalità con le quali la società attribuisce i premi ai colleghi giovani e meno giovani più meritevoli devono  essere aggiornate e rese congrue con un mondo nuovo con esigenze molto diverse ; ad esempio la Società potrebbe finanziare una borsa di studio - magari aggiungendola a quelle delle scuole di specializzazione di chirurgia ministeriali - da assegnare al nostro giovane più brillante  posizionato in graduatoria ! Vedremo ( abbiamo nel nuovo CD chi ben conosce la materia e potrà efficacemente aiutarci ) sempre ammesso che  il notaio ( e Serena ) ce lo consentano.  Ma ci proveremo….

E poi lasciatemi concludere richiamando il  grande tema che sta sopra a tutto , il “dream " di cui aveva parlato Franco Corcione all’inizio del suo mandato :  vogliamo veramente creare questa casa comune per tutti i chirurghi   ? È' follia o utopia pensare al recupero del ruolo unitario e aggregante della chirurgia generale , per lo meno riunendo le società generaliste , grandi e piccole che siano sotto un un'unica ala ?  Guardate che questo è quello che è avvenuto per tutte le  grandi società delle altre nazioni , alle quali peraltro ci richiamiamo quando vogliamo fare degli esempi virtuosi .

Se questo è il sentimento comune e condiviso allora ha un senso il congresso congiunto che anzi,  come ho avuto modo già di dire in un precedente CD della Società , dovrebbe addirittura diventare l’appuntamento annuale perché se gli riconosciamo un valore educazionale superiore ,  allora rendiamolo continuo ! 

Con che modalità  potremo arrivarci ? Un referendum tra i soci delle grandi società ?

Una “ commissione bicamerale “ di esperti ?  Però facciamolo ora magari incominciando da alcune azioni dimostrative quali verificare se le Scuole di Riferimento SIC e ACOI possano in casi selezionati fondersi in un'unica struttura.
Io so solo che più saremo e più valore saremo in grado di esportare, più elevata sarà la nostra rappresentatività e maggiore il nostro peso politico . 
Io penso che  una società come la SIC , nata nel lontano 1882,  deve essere il motore di questa operazione ma lo potrà essere solo continuando ad innovare e a restare al passo dei tempi .

Grazie per la vostra attenzione e per l’aiuto che vorrete darci !

Marco Montorsi 


Sondaggio Congresso SIC 2016