L’Italia esporta salute, formazione ai medici albanesi. Nel comitato scientifico il presidente De Paolis e il professor Petrella

L’eccellenza scientifica italiana sbarca in Albania con i corsi di aggiornamento per medici e personale sanitario. Inaugurata a Tirana, alla presenza del premier Edi Rama, la piattaforma dell’azienda italiana Consulcesi Group che offre corsi interattivi di formazione a distanza (Fad) su oltre 60 specializzazioni mediche e con il supporto dei massimi esperti di settore, basati sulla Blockchain,il sistema tecnologico che consente trasparenza e sicurezza delle informazioni e certifica al di là della corruttività con informazioni inalterabili.
“Particolarmente apprezzabile che questa piattaforma non dia la formazione a distanza tradizionale, ma sia una Blockchain, il che significa che così finisce in Albania lo sport nazionale di lettere e certificati non verificabili. Con questa piattaforma nessun operatore sanitario può sfuggire all’obbligo della formazione continua. E tutti quelli che si sottraggono non ottengono il credito necessario per svolgere la loro attività”, ha spiegato il premier Rama presentando il nuovo sistema.
“Per un medico, continuamente impegnato in turni ospedalieri e con poco tempo a disposizione, è importante potersi aggiornare con flessibilità attraverso qualsiasi dispositivo, ovunque e in qualsiasi momento a prescindere dal livello di conoscenza informatica. Il metodo Fad è decisamente più democratico dell’aggiornamento frontale”, sottolinea Alessandra Zucchiatti, amministratore Sanità Informazione di Consulcesi, società riconosciuta dal Ministero della Salute e accreditata presso Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali).

“L’operatore sanitario che utilizza i corsi Fad inoltre può arricchire il suo curriculum anche in lingua straniera. E questa è una marcia in più per il professionista qualora per esempio decidesse di lavorare fuori dal suo Paese. Non solo, sulla piattaforma ha la possibilità di fare ricerche immediate sulla sua specializzazione”, mette in evidenza Simona Gori, direttore generale di Consulcesi.
I corsi prevedono non solo la formazione interattiva, ma anche il monitoraggio dell’apprendimento per consentire che l’obiettivo dell’aggiornamento venga effettivamente raggiunto. La piattaforma italiana conta su 235 docenti universitariitaliani e albanesi e un comitato scientifico composto tra l’altro dal presidente della Società italiana di chirurgia dell’obesità e delle malattie metaboliche Diego Foschi, il presidente della Società italiana di chirurgia Paolo de Paolis, il docente di chirurgia clinica di Tor Vergata Giuseppe Petrella.

“La professione sanitaria non si ferma al momento dell’accesso alla professione, deve conoscere avanzamenti scientifici e tecnologici, adeguarsi ai sistemi innovativi”, ha sottolineato Maria Linetti, già segretario della Commissione nazionale per la formazione continua, intervenendo a Tirana alla presentazione della piattaforma.

L’obbligo formativo in Albania esiste dal 2002, ma con la modernizzazione della legge del sistema sanitario nel 2009, la pratica della formazione continua si è consolidata anche con la creazione di un ente responsabile per la gestione ed il controllo della formazione (Qkev). I professionisti della salute sono obbligati a seguire un percorso di formazione continua quadriennale. Se non conseguono il numero minimo dei crediti hanno l’obbligo di superare un test di certificazione entro 6 mesi dalla data della notifica del mancato aggiornamento. Qualora l’esito del test sia negativo, il professionista non ha il diritto di esercitare. Questa sanzione è già stata applicata 3 anni fa, quando il Ministero della Salute e il Qkev hanno constatato che quasi 1000 professionisti non avevano assolto l’obbligo, e hanno sospeso le licenze fino alla regolarizzazione del percorso formativo. (ANSA).

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